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Quando la comunicazione cambia le regole del gioco

Tag: spin doctor

STORIA DI UOMINI E DATI. LA CAMPAGNA DI BEPPE SALA 2016.

Punto di vista dall'interno di una campagna che ha segnato il solco tra passato e futuro della comunicazione politica italiana.

LA SOSTANZA È TUTTO
Agli appassionati degli eventi di massa, delle convention americane. A chi si esalta quando Trump usa i Pokemon per attaccare Hillary. Ai fan delle risposte sbagliate degli avversari a falsi tweet e commenti. A voi, insomma, io lo devo dire: a Milano abbiamo vinto SENZA queste cose. A Milano non abbiamo raccolto attorno a un palco decine di migliaia di elettori e men che meno abbiamo riempito piazza Duomo. Ci siamo limitati a richiamare una base di 1.000/1.200 persone in pochi eventi e ci siamo preoccupati di mobilitare attivisti e simpatizzanti nelle operazioni di terra.
A Milano non abbiamo inventato video virali. Non siamo andati a caccia di like e condivisioni su scala nazionale. Non abbiamo disseminato di tagliole gli account degli avversari. Abbiamo invece rilanciato messaggi visivamente e contenutisticamente ricorrenti, targettizzando e re-targettizzando.
Così, mentre in altre parti d’Italia il centrosinistra incassava colpi più o meno letali, a Milano si conquistava una sudatissima vittoria contro l’uomo al quale Berlusconi ha appena assegnato la rinascita della propria area. Come?
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Felice, una scelta infelice

Casson per Venezia 2015, l'uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato (e con una strategia sbagliatissima)

Non ho badato granché alla campagna elettorale di Venezia. Stavo fortunatamente in Campania a lavorare per un candidato ben diverso dall’ex-magistrato. E mi è andata decisamente meglio, grazie a dio (qui la storia della corsa di Vincenzo De Luca presidente).
Fortunatamente perché nulla mi toglie dalla testa che il povero Casson sia stato sempre l’uomo sbagliato, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, con la campagna sbagliata.
Con ciò, nulla voglio togliere alla persona Casson, ma sicuramente approdo a una conclusione dolente: non sempre le Primarie conducono al miglior candidato possibile rispetto al contesto. E il voto del ballottaggio fotografa esattamente ciò: Casson era perfetto per il centrosinistra, sbagliatissimo per Venezia 2015. Se poi parliamo della strategia, allora si finisce dalla padella alla brace.
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Il perfetto underdog | Regola #1

Come il posizionamento su di un tema ha generato il successo di Matteo Salvini (e l'insuccesso di Corrado Passera, finora)

Il successo di Salvini è scienza, non magia.
Scienza alla portata di molti. Di underdog eccellenti è piena la storia della politica. Se un ex-wrestler come Jesse “The Body” Ventura è diventato governatore del Minnesota nel 1994, perché Salvini non potrebbe puntare al Trono di Spade? È giovane, instancabile, un politico esperto e soprattutto sta seguendo (quasi) alla lettera le 5 regole dello sfidante perfetto. Anzi dell’underdog perfetto.

Nel mezzo, ecco il discorso di ringraziamento di Ventura: “We shocked the world. Minnesota leads the way.“.

Dico che Salvini segue “quasi” alla lettera le regole, perché anche lui commette errori. Meno di quanti non gliene attribuisca il Partito Democratico, più di quanti non gliene riconoscano i numerosi fan.
In questo e nei 4 post che seguiranno, vedremo cosa l’Altro Matteo ha per le mani e cosa gli manca. Scopriremo anche come mai figure di successo del livello di Passera e Montezemolo hanno sempre speso tanti soldi per colossali buchi nell’acqua.

Andiamo con ordine, però.
Qui sotto la prima regola di #thePerfectUnderdog.
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6 cose da sapere prima di ingaggiare uno spin doctor.

Per avere un buon servizio e risparmiarsi una delusione.

Mancano alcuni mesi al voto, la squadra è in formazione e vi state chiedendo se non sia il caso di avere il supporto di uno spin doctor?
Bene, anzitutto bisogna chiarire se la persona che avete in mente è davvero un professionista con esperienza o semplicemente si dichiara tale.
Non ci sono molti consulenti politici in Italia. Non solo: quello della consulenza è un mercato molto piccolo, nel quale i fenomeni sono pochi e le fregature sempre dietro l’angolo.
Candidati e segretari di partito sono infatti abitualmente assillati dalle proposte di un’umanità varia composta da sedicenti spinmeister privi di esperienza e vecchi operatori che non si aggiornano probabilmente dai tempi di Clinton presidente.

A proposito di USA, se trovate un italiano che dichiara di aver lavorato per qualche presidente americano, fate così:
1) verificate la sua età all’epoca della campagna, perché, se aveva meno di 35 anni, allora qualcosa non torna;
2) verificate che cosa fa adesso, perché, se dopo “l’Ammerica” oggi vivacchia di incarichi comunali, allora qualcosa non torna;
3) sappiate che anni fa era reato federale ingaggiare operatori stranieri per le campagne americane. Quindi qualcosa, decisamente, non torna.

Insomma, quando si parla di spin doctor, là fuori è una giungla.
Per aiutare candidati, partiti e comitati a orientarsi nel labirinto delle consulenze, ho provato a metter giù 6 semplici punti sui quali riflettere prima di investire dei soldi, non pochi nell’economia di una campagna elettorale, e restare magari delusi. O peggio. Continua la lettura

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