Mancano alcuni mesi al voto, la squadra è in formazione e vi state chiedendo se non sia il caso di avere il supporto di uno spin doctor?
Bene, anzitutto bisogna chiarire se la persona che avete in mente è davvero un professionista con esperienza o semplicemente si dichiara tale.
Non ci sono molti consulenti politici in Italia. Non solo: quello della consulenza è un mercato molto piccolo, nel quale i fenomeni sono pochi e le fregature sempre dietro l’angolo.
Candidati e segretari di partito sono infatti abitualmente assillati dalle proposte di un’umanità varia composta da sedicenti spinmeister privi di esperienza e vecchi operatori che non si aggiornano probabilmente dai tempi di Clinton presidente.

A proposito di USA, se trovate un italiano che dichiara di aver lavorato per qualche presidente americano, fate così:
1) verificate la sua età all’epoca della campagna, perché, se aveva meno di 35 anni, allora qualcosa non torna;
2) verificate che cosa fa adesso, perché, se dopo “l’Ammerica” oggi vivacchia di incarichi comunali, allora qualcosa non torna;
3) sappiate che anni fa era reato federale ingaggiare operatori stranieri per le campagne americane. Quindi qualcosa, decisamente, non torna.

Insomma, quando si parla di spin doctor, là fuori è una giungla.
Per aiutare candidati, partiti e comitati a orientarsi nel labirinto delle consulenze, ho provato a metter giù 6 semplici punti sui quali riflettere prima di investire dei soldi, non pochi nell’economia di una campagna elettorale, e restare magari delusi. O peggio. Continua la lettura