Andata. Il primo dibattito presidenziale è stato divertente (sic), spesso teso e caratterizzato da pattern comunicazionali molto evidenti.
E se non posso assegnare vittorie o sconfitte, perché dubito che un consulente politico italiano possa ragionare come un minatore dell’Appalachia, posso tuttavia avanzare alcune considerazioni tecniche.
Pertanto, proprio qui sotto, ho raccolto e commentato qualche scambio verbale tanto divertente, quanto rappresentativo del taglio strategico adottato dai due candidati.

TRUMP CONTRO HILLARY
Sul tema dell’occupazione storicamente lo sfidante domina sull’uscente, e pace che Hillary non sia esattamente l’uscente: The Donald lavorerà infatti scrupolosamente al pinning della sua avversaria sull’Amministrazione Obama.
Non solo: Trump sa bene che, in elezioni dominate dalla keyword “CHANGE”, il fatto che la Clinton sia in politica da una vita è un fattore tanto incentivante per gli indecisi che pendono a destra quanto demotivante per gli indecisi che pendono a sinistra. E lui deve demotivare a tutto spiano.
Ah, per me la categoria del puro indeciso non esiste: il leaning domina.

TEMA/LAVORO
HC: “I’ve been thinking about it.”
DT: “Yes, for 30 years.”

Con questa battuta Trump condensa la questione della continuità con Obama e la storia politica di Hillary, che verrà insistentemente richiamata come “Secretary Clinton“. Operazione che ripete su un altro argomento sensibile e orientante:

TEMA/TERRORISMO
DT: “Isis formed in the vacuum created by Barack Obama and Secretary of State Clinton. You were Secretary of State and Isis was a little infantry: now it’s in 30 countries.”

Insomma, le scelte inefficaci di quella categoria dalla quale The Donald si astrarrà per tutto il dibattito, i “politicians“. Gente maldestra, che spende troppo o, peggio, che fa quello che vuole a dispetto delle regole.

TEMA/SCANDALO DELLE E-MAIL
HC: “It was a mistake and I take responsibility for that.”
DT: “It was not a mistake. That was done purposely.”

E ancora: i “politicians” come categoria di mollaccioni, con particolare riferimento alla presunta fragilità della salute di Hillary.

TEMA/MEDIO ORIENTE
DT: “She had great power, but would not solve the problems. She does not have the stamina.”

The stamina. L’energia, la forza, la risolutezza. Tutti i tratti acquisiti di Hillary, che Trump lavora a mettere in discussione, erodere, ribaltare. E un poco ce l’ha pure fatta.

HILLARY CONTRO TRUMP
La Clinton ha due obiettivi non semplici: disincentivare il voto della classe media verso Trump e mobilitare gli elettori Dem non certamente ispirati da una candidatura decotta come la sua, ma potenzialmente atterriti dall’ipotesi di un Governo Trump.
Per cominciare, lavora cioè alla demolizione della sua credibilità di businessman (e proiettivamente di amministratore pubblico) e sminuendo il valore e l’entità dei suoi successi personali, al punto da ricordargli pubblicamente la generosa eredità lasciatagli dal padre e mettendola subito a confronto con il suo trascorso di figlia di un tappezziere. Un tappezziere “fortunato” per non aver mai avuto a che fare con Donald.
Infatti:

TEMA/LAVORO
HC: “I met people whom you refused to pay when they had finished their job.”
DT: “Maybe I wasn’t satisfied with their job and had the right to do it.” (riferendosi implicitamente all’Amministrazione Obama e al diritto di non pagarle tributo con l’elezione della Clinton, ndr)

Non male l’uscita in angolo di Donald, che richiama il principio del cold cash e dei soldi duramente guadagnati, che vanno difesi da chi svolge un cattivo lavoro, oltre che dalla mano dello Stato.
A Hillary riesce invece meglio la trappola che piazza al narcisismo di Trump, all’interno di uno scambio aspro di accuse durante il quale lei imputa all’avversario di voler nascondere l’entità dei suoi profitti e lui le ricorda lo scandalo delle e-mail.

TEMA/DICHIARAZIONE DEI REDDITI
DT: “I will release my tax returns when she releases her 33,000 emails that have been deleted.”
HC: “He’s not disclosing his tax returns, because maybe (…) he’s not as rich as he said he is.

Donald ci casca come una pera. Si avvita nella storia del suo successo, rappresentando una distanza importante dalla gente comune. Tanto che, a un certo punto, se ne accorge e abbozza un “I don’t want to brag, but …“.
Ma Hillary lo incalza, vuole portarlo altrove:

TEMA/TASSE
HC: “There is something he is hiding. Or maybe he doesn’t want the American people, all of you watching tonight, to know that he’s paid nothing in federal taxes, because the only years that anybody’s ever seen were a couple of years when he had to turn them over to state authorities when he was trying to get a casino license, and they showed he didn’t pay any federal income tax.
DT: “That makes me smart.

Se i Repubblicani non abbiano in realtà sogghignato alla battuta di Trump, lo ignoriamo, ma il richiamo al Big Government che mette impropriamente le mani in tasca ai lavoratori rimane un messaggio forte e seduttivo. Insomma, watch out, Hillary.
Tutto diventa più semplice per la Clinton appena il dibattito procede sul tema degli esteri, un territorio sul quale la differenza di preparazione tra “Donald“, come lei ama chiamarlo, e il Segretario di Stato si fa imponente.

TEMA/CYBER ATTACKS
HC: “Russia has used cyber attacks against organisations in our country. I know Donald is very praiseworthy of Vladimir Putin, but Putin is playing a really tough game on here.”

Sì, ci ricorda molto Silvio Berlusconi e le accuse che gli sono state rivolte ripetutamente e senza particolare successo, ma il pinning di Hillary sembra particolarmente efficace in virtù di un incrocio puntuale tra cronaca internazionale e dibattito nazionale. Trump è uno potenzialmente pericoloso per la homeland security, insomma.
Pericoloso e impreparato:

TEMA/IRAN DEAL
HC: “Donald never told us what he would do. Would he bomb Iran? He has a secret plan for Isis, but the only secret here is that he has no plan.”

IL RESTO?
Il resto sono schiaffi e graffi da gatto, ma qualcosa per farsi due risate ancora c’è. Prima che poi ci tocchi piangere perché uno dei due sicuramente sarà il presidente di una delle nazioni più potenti al mondo.
Per esempio, qui c’è un manrovescio abbastanza ignorante di Hillary:

TEMA/GOVERNI CLINTON
Dopo un lungo attacco di Trump alle scelte di Bill Clinton presidente.
HC: “Donald, I know you live in your own reality, but these are the facts.

Non male anche la spianata e voluta mancanza di gentlemanship di Donnie:

TEMA/TRUMP RAZZISTA
DT: “I noticed the very nasty commercials you do on me in very many different ways, which I don’t do on you. Maybe I am trying to save the money.”

E qui, per salutarci, un’uscita (davvero) elegante di Hillary al richiamo del suo avversario alla sua presunta debolezza fisica:

DT: “I’ve been up and down the place, you saw. You decided to stay home, and that’s ok.
HC: “Maybe Donald is criticizing me for preparing for this debate. And yes I did. And do you know what else I have been preparing for? I have been preparing for being president.

Ah, qui un link per vedere il video integrale del dibattito in full HD: https://www.youtube.com/watch?v=Kgiu_K9D-18&noredirect=1