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Quando la comunicazione cambia le regole del gioco

Il Grand Slam di Momentum alle elezioni politiche

3 candidati eletti di 3 schieramenti differenti in 3 regioni differenti. Il primo è Giorgio Silli a Prato.

Abbiamo vinto in Lombardia, in Toscana, in Emilia Romagna. Per il PD, per Forza Italia, per Liberi e Uguali, ma il mio primo pensiero, in questo voto, torna al collegio di Prato, dove ho messo piede la prima volta nel 2009 per la campagna dell’amico Roberto Cenni, candidato sindaco del capoluogo.

Con il centrodestra vincemmo il comune dopo 63 anni. La prima e unica volta. Fu il mio rito d’iniziazione alla carriera di consulente politico e l’avvio di un legame più profondo con quel territorio. Dopo quasi 10 anni sono tornato a Prato, pieno di emozione. Tolta Milano, è la città italiana alla quale sono più legato, da allora. Quella che conosco meglio. Sono tornato questa volta come amministratore d’azienda, per contribuire alla campagna di un altro amico, dal talento politico adamantino: Giorgio Silli, candidato del centrodestra all’uninominale di un collegio rosso come quello pratese. 

La squadra Momentum è stata impiegata al gran completo, con l’aiuto straordinario sul territorio di Valentina Del Giudice, Francesca Arena, Simone Spezzano. E abbiamo VINTO. Ancora. Largamente. In una campagna velocissima, ma di una tale intensità che è impossibile (e che sarebbe ingiusto) riassumere in un post.
Questa è anche la dimostrazione che una consulenza politica di qualità serve a una cosa soltanto: ottimizzare.
Ottimizzare un potenziale esistente che in primo luogo appartiene al candidato (un potenziale enorme, nel caso di Giorgio) e in secondo luogo al contesto.
Se dovessi parlare di un dettaglio tecnico della campagna, tra quelli divulgabili, c’è lo spot da 60″ che, grazie a Francesca, abbiamo potuto cucinare in tempo record e che, oltre ad andare in tv, ha sbancato Facebook con un costo per fruizione irrisorio, segno che online la credibilità del candidato e la qualità del contenuto sono ancora più determinanti che offline.

Nasce Momentum, la società di creazione del consenso data-driven

Consulenza politica e istituzionale, issue advcocacy, fundraising digitale, negative campaigning sono solo alcuni dei servizi dell'agenzia

Dall’esperienza sul campo mia, dell’art director Lorenzo Ravazzini, del digital strategist Fabio Larocca, dell’analista Filippo Annovi e del web designer e front end developer nasce Momentum, la prima società italiana di creazione del consenso (e del dissenso) che fonda la sua attività interamente sull’uso sapiente dei dati.

Il nostro team di lavoro può vantare  oltre 100 campagne di comunicazione sviluppate in decine di anni di esperienza sul campo. Dal recentissimo Grand Slam messo a segno alle elezioni politiche, con ben 3 candidati di forze e regioni differenti eletti in Parlamento, alle esperienze sviluppate nelle campagne di Beppe Sala e Vincenzo De Luca, per menzionare solamente gli impegni elettorali più recenti, e nella consulenza per gruppi di rappresentanza come le territoriali di Confindustria.

Il ricorso alla statistica e la padronanza nella creazione del messaggio e nella sua distribuzione su ogni canale rendono oggi la neonata Momentum il soggetto più interessante per qualunque operazione di microtargeting e positive/negative campaigning applicati alla comunicazione di pubblico interesse.

La società non ha neanche 6 mesi di vita, ma opera già in due sedi, a Milano (via Panizza 7, MM Conciliazione) e Bologna (via Matteotti 21), e sta cercando nuovo personale.

Momentum

Momentum, data-driven consensus builders

 

 

Primarie di Parma: una nuova vittoria con Paolo Scarpa

Ormai è chiaro. In 12 mesi riesco a scrivere uno, due post al massimo sul mio sito. Vivo murato di impegni, e questo è un bene. Impegni come le primarie di Parma, che, con quei fenomeni di Lorenzo Ravazzini, Armando Orlando, Filippo Annovi e tanti altri amici straordinari ci siamo portati a casa il 5 marzo assieme a un candidato bomber come Paolo Scarpa (www.paoloscarpasindaco.it).
Per fortuna che, se non scrivo io del nostro lavoro, almeno ci pensano gli amici giornalisti.
Qui la nostra intervista su la Repubblica Parma a poche ore dal risultato, schiacciante, del nostro candidato contro il favorito Dario Costi, candidato sostenuto dal Partito Democratico provinciale, dal senatore Giorgio Pagliari e da altri esponenti regionali, e contro Gentian Alimadhi.

HILLARY VS THE DONALD: NON SOLO SCHIAFFI

Ma soprattutto siamo sicuri che abbia vinto lei?

Andata. Il primo dibattito presidenziale è stato divertente (sic), spesso teso e caratterizzato da pattern comunicazionali molto evidenti.
E se non posso assegnare vittorie o sconfitte, perché dubito che un consulente politico italiano possa ragionare come un minatore dell’Appalachia, posso tuttavia avanzare alcune considerazioni tecniche.
Pertanto, proprio qui sotto, ho raccolto e commentato qualche scambio verbale tanto divertente, quanto rappresentativo del taglio strategico adottato dai due candidati.
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STORIA DI UOMINI E DATI. LA CAMPAGNA DI BEPPE SALA 2016.

Punto di vista dall'interno di una campagna che ha segnato il solco tra passato e futuro della comunicazione politica italiana.

LA SOSTANZA È TUTTO
Agli appassionati degli eventi di massa, delle convention americane. A chi si esalta quando Trump usa i Pokemon per attaccare Hillary. Ai fan delle risposte sbagliate degli avversari a falsi tweet e commenti. A voi, insomma, io lo devo dire: a Milano abbiamo vinto senza queste cose.
A Milano non abbiamo raccolto attorno a un palco decine di migliaia di elettori e men che meno abbiamo riempito piazza Duomo. Ci siamo limitati a richiamare una base di 1.000/1.200 persone in pochi